La fascia compagna di viaggio

Pubblicato da Marzia il

di Marzia D’Adamo – Mamma Portatrice e Istruttrice Portare i Piccoli ®

L’arrivo di un bambino porta con sé, inevitabilmente, mille domande, e fu così che durante uno dei miei innumerevoli viaggi (ero incinta del terzo mese) mi capitò di imbattermi per la prima volta nel babywearing.

Ero con mio marito ad Avignone e stavamo visitando il meraviglioso Palazzo dei Papi quando, nel mezzo della visita, ci imbattiamo in un papà, riconoscibilmente Italiano dall’idioma in cui lanciava i suoi lamenti (per usare un eufemismo … i Papi li aveva passati in rassegna tutti…) che, faticosamente, spingeva a braccia un passeggino carico di ogni ben di Dio, al 15 di Agosto con quasi 40 gradi,  su per una ripida scalinata; al fianco una ragazza dall’aria stanca e tirata teneva in braccio un bambino, che avrà avuto circa un anno, che strillava come un ossesso.

Fu in quel momento che io che ho sempre amato viaggiare “leggera”, con poco bagaglio e con mete improvvisate, pensai: “No, così io non viaggerò mai !!!”

Ma pochi minuti dopo avvistammo tante altre coppie con bimbi piccoli (credo che lo status di gravida faccia sì che non si vedano altro che bambini ovunque!) portati in altrettante… fasce!

Eh si moltissime ring (anche se ai tempi non sapevamo quasi niente sulle tipologie di supporto), ma anche marsupi e, su per le stradine di Les Baux-de-Provence mio marito, vedendo una giovane coppia presumibilmente nord-europea con una splendida bimba bionda portata in una ring azzurra dal papà, li indicò con il dito e mi disse: ”Io voglio quello!”

Appena rientrati a casa ci buttammo su internet e scoprimmo l’esistenza del magico mondo del babywearing… dopo qualche mese iniziai il mio viaggio più importante: quello con mia figlia.

Il mio primo battesimo del fuoco per la fascia “in viaggio” avvenne quando mia figlia aveva poco più di  2 mesi e adorava ancora dormire pancia a pancia con la sua mamma: destinazione Sicilia per il matrimonio del cugino più piccolo.

Approfittando del viaggio fuori stagione decidemmo – pur sotto lo sguardo di disapprovazione della “Famiglia” – di regalarci una gita di tre giorni a Salina: la mia adorata fascia avrebbe disatteso le mie aspettative???

Girammo l’isola del “Postino” in lungo e in largo, a piedi e in autobus dopo averla raggiunta con l’aliscafo, senza mai farci mancare nulla; ogni tre ore circa tiravo fuori la mia Piccola dalla fascia per allattarla e farle passare un po’ di tempo con me nella splendida cornice delle Eolie; la sera a cena nessun problema: portavo la mia Piccola con me e la allattavo prima e dopo il pasto: insomma, tre giorni meravigliosi e grazie alla fascia non abbiamo rinunciato alla nostra libertà di movimento.

Il battesimo del fuoco era andato molto bene e la fascia oltre che alla sua funzione primaria aveva risposto perfettamente ai miei desideri di viaggiatrice: infatti anche con una bambina il nostro modo di viaggiare non è cambiato minimamente, ma è sempre leggero e divertente!!!

Da quella volta la fascia è stata nostra fida compagna di viaggio in almeno altri tre viaggi siciliani, innumerevoli gite in montagna, un paio di weekend nella vicina Francia e persino in due Adunate degli Alpini, a cui mio marito non ha voluto assolutamente rinunciare, ma, anzi, ha voluto sempre portare lui con cappello con la penna e fare baldanzoso!

Da poco siamo rientrati dal nostro ultimo viaggio: una settimana a Lisbona, il primo un po’ più lontano; ma, soprattutto, ora la nostra bimba ha quasi due anni e cammina: sarebbe bastata solo la fascia?

E ancora una volta questo pezzo di stoffa così carico di emozioni ha saputo coccolarci e sostenerci e le nostre giornate portoghesi sono state davvero incredibili.

Eravamo alloggiati in Alfama, la zona storica di Lisbona, quasi al Castello: collocazione stupenda, ma per arrivarci ci sono un buon quarto d’ora di camminata tutta in salita e, tanto per non farci mancare nulla alla sera dell’arrivo era tardi, pioveva e … indovina un po’ …niente tram. E così con una DH improvvisata in un paio di minuti, sotto lo sguardo attento di una ragazza africana che mi guardava molto incuriosita, siamo arrivati senza intoppi a casa! E così la vacanza era iniziata alla grande!!!

Ci alzavamo presto al mattino e rientravamo dopo il tramonto: il pisolino post-pranzo era rigorosamente in fascia; per il resto…. sgambettare e camminare.

Che dire, per una vacanza con i propri bimbi bisogna sicuramente tener conto delle esigenze di tutti, magari rivedendo le modalità di viaggio e l’organizzazione, ma sicuramente non è necessario rinunciare alla libertà di visitare dei posti solo perché inerpicati o ricchi di gradini o dovendosi portare dietro scomodissimi passeggini.

Proprio ieri abbiamo comperato il prossimo biglietto aereo: Inghilterra a fine aprile… la nostra Debora Alice avrà due anni passati, ma mi sa che la fascia sarà ancora una volta con noi.


1 commento

Amedeo · 11 Ottobre 2018 alle 9:34

Bellissimo!

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